Da qualche mese sto lavorando ad una semplificazione di tutta la mia vita. Sì, ho deciso di vivere secondo uno stile di vita minimalista.

Da tempo mi sentivo oppressa da spazi congestionati e da cose che non utilizzavo mai – alcune salvate dal passato, alcune acquistate senza reale bisogno e alcune semplicemente ignorate.

Mi sono presa un po’ di tempo per processare tutte le cose che possedevo utilizzando un metodo di scelta molto semplice: la sensazione che mi davano.

Se non era un sentimento di gioia e positività, buttavo o regalavo o vendevo.

E così ho fatto per ogni singolo centimetro di casa, macchina, scrivania. Il processo è sempre attivo e devo dire che mi sento molto più felice dopo avere eliminato oggetti legati a ricordi dolorosi.

E’ come se insieme all’oggetto se ne fosse andata l’emozione o il trauma ad esso legato.

Che cos’è lo stile di vita minimalista

Il minimalismo, da un punto di vista storico, è un movimento che nasce in opposizione al consumismo. L’obiettivo è rimuovere il superfluo e utilizzare solo lo stretto indispensabile, per ridurre l’impatto e gli sprechi.

Il riciclo e il riuso, come il baratto e la seconda vita degli oggetti, sono correlati strettamente con il minimalismo: ciò che non serve a qualcuno viene regalato, barattato o venduto a un altro.

Ci siamo abituati ad avere tanto di tutto, ma non riusciamo mai ad essere felici perché vogliamo sempre qualcosa di più o di diverso.

Lo scopo dello stile di vita minimalista è dare più spazio a persone ed emozioni che alla ricerca spasmodica delle cose.

Minimalismo è dedicarsi all’essenziale e a ciò che veramente è prezioso ed importante nella storia di ognuno di noi.

Minimalismo non solo negli oggetti, ma anche nei pensieri

stile di vita minimalista pensieri

E’ importantissimo, nel processare oggetti e situazioni che non ci portano più felicità, dare grande attenzione anche ai pensieri.

Quanti pensieri spazzatura facciamo nello spazio di una giornata?

Quante emozioni negative proviamo senza che esista davvero uno stimolo che le giustifichi nella loro esistenza?

Quante parole sprechiamo nel vano tentativo di comunicare di più – senza pensare che è essenziale comunicare meglio?

L’infelicità nasce dalla sovrabbondanza, dal non avere la mente libera perché sempre occupata da pensieri tortura che ci allontanano dalla nostra essenzialità. Che è pura e nuda.

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